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Coworking e Fablab: la fabbrica del nuovo mondo del lavoro

7 min di letturaDi François
Coworking e Fablab: la fabbrica del nuovo mondo del lavoro

Ispirati dagli hackerspace degli anni '90, gli uffici condivisi sono diventati molto rapidamente la principale tendenza dell'inizio del XXI secolo. Molto più che un semplice effetto moda, gli spazi di coworking e i fablab si stanno confermando come la fabbrica del nuovo mondo del lavoro.

Ripensare lo spazio di lavoro: dagli uffici condivisi ai terzi posti

Per i lavoratori autonomi, gli imprenditori e le start-up, uno spazio di coworking può innanzitutto rispondere a un'esigenza economica di condivisione dei costi dei locali professionali. Infatti, l'affitto e l'allestimento di locali privati rappresentano spesso un costo troppo elevato per l'avvio di un'attività, soprattutto in città.

Pertanto, grazie agli uffici condivisi, i freelance e le piccole imprese possono avere accesso a un primo indirizzo, lavorare in un ambiente professionale, disporre di una vera e propria sala riunioni e ricevere i clienti come si deve. Allo stesso modo, in un fablab si beneficia dell'uso condiviso di macchine all'avanguardia, il cui costo di acquisizione da solo sarebbe troppo elevato.

Tuttavia, al di là dell'imperativo puramente economico, i nuovi spazi di lavoro si stanno rivelando molto più che semplici uffici e strumenti condivisi a basso costo. Nati dal movimento degli hackerspace negli anni '90, gli spazi di coworking e i fablab sono definiti più come luoghi terzi, dove il confine tra un posto di lavoro competitivo, uno spazio di vita conviviale e un laboratorio creativo collaborativo è sfumato.

Coworking e fablab significano anche lavorare in modo diverso

Perché i grandi gruppi sono così interessati a ciò che accade nei coworking e nei fablab? I terzi luoghi offrono questa boccata d'aria fresca, questo altro spazio necessario dove improvvisare e tracciare liberamente le linee del nuovo mondo del lavoro! Lontano dalla pesantezza gerarchica, dalla burocrazia e dalle procedure, nei terzi posti si crea e si reinventa ogni giorno la propria attività.

In uno spazio di coworking è possibile sperimentare il proprio business plan in tempo reale, anche se si commettono errori all'inizio per poi correggerli in seguito. In un fablab è possibile testare direttamente i prototipi dei nuovi prodotti, anche quelli più improbabili. In luoghi terzi si possono incontrare futuri partner, fornitori e clienti, che possono aiutare a individuare l'idea giusta, il modello economico corretto e la strategia migliore.

Infatti, attraverso l'azione prima che la teoria, i luoghi terzi offrono un modo diverso di lavorare. Il rapporto con lo spazio, il tempo e gli altri è molto diverso da quello dell'ufficio tradizionale o dell'home office. In questo parco giochi professionale, ognuno si organizza a modo suo, con la possibilità di interagire o meno con gli altri.

Si possono scambiare best practice, domande, contatti, idee, suggerimenti e opportunità. Ognuno può lavorare secondo i propri ritmi e le proprie convenienze, nello spazio che preferisce, con una libertà e un'agilità molto maggiori rispetto a un'azienda tradizionale.

L'era della mobilità professionale e dei lavoratori nomadi

Nello stesso giorno, in un coworking o in un fablab, si possono incontrare persone con profili molto diversi: start-up, freelance, maker, consulenti, telelavoratori, studenti, dirigenti, persone che cambiano carriera, ecc. Questa diversità favorisce la nascita di nuovi progetti, l'emergere di concetti innovativi e la creazione di nuovi prodotti.

In un terzo luogo, potete venire a lavorare à la carte: tutto l'anno, solo per qualche mese o a giornata. Molti spazi di coworking a Parigi hanno questa possibilità! I freelance possono alternare il proprio domicilio a diversi spazi di coworking, per evitare l'isolamento e la routine. I telelavoratori possono trovare un nuovo ambiente di lavoro, più vicino a casa e libero dalla pressione dell'ufficio. Alcune start-up viaggiano addirittura mentre lavorano!

Il nuovo mondo del lavoro, rappresentato dagli spazi di coworking e dai fablab, si sta quindi configurando come l'era dei lavoratori nomadi e della mobilità professionale. Lavorare in modo diverso oggi significa anche lavorare in movimento, anche sul posto di lavoro. Nel coworking è possibile cambiare postazione di lavoro, stanza e ambiente più volte al giorno per aumentare la produttività.

Attenzione al benessere sul lavoro e alla tutela dell'ambiente

Nella creazione quotidiana del nuovo mondo del lavoro, i gestori di luoghi terzi e i progettisti di spazi giocano un ruolo fondamentale. Per fidelizzare collaboratori e creatori, questi creatori di esperienze hanno come priorità assoluta la preoccupazione per il benessere dei loro ospiti. Nel XXI secolo il benessere sul lavoro è un fattore chiave, soprattutto negli spazi di coworking e nei fablab.

I nuovi spazi di lavoro non devono essere solo funzionali, ma anche e soprattutto accoglienti, amichevoli e caldi. Dai progetti architettonici alla scelta degli arredi, tutto è pensato per ottimizzare il comfort dei collaboratori e offrire loro la migliore esperienza d'uso possibile. Inoltre, negli spazi di coworking e nei fablab vengono regolarmente organizzate numerose attività, workshop, conferenze, eventi, hackathon e giochi, perché non si tratta solo di lavorare, ma anche di coltivare, rilassarsi, formarsi, incontrarsi e divertirsi.

Nello stesso spirito, i terzi posti mostrano valori di protezione ambientale, a differenza del vecchio mondo degli affari, dove l'energia e i materiali di consumo venivano sprecati senza contare i costi. I nuovi lavoratori sono sempre più attenti alla dimensione ecologica del loro posto di lavoro.

Lavorare in modo diverso significa anche prendersi cura di se stessi e dell'ambiente. Nei makerspaces, la tendenza è quindi quella di riciclare,riciclare e riparare i caffè. Con l'affermarsi della green tech, la fabbricazione di nuovi prodotti incorpora lo sviluppo sostenibile fin dalla progettazione dei prototipi nel fablab.

La nuova organizzazione del lavoro è partecipativa e collaborativa

Nei terzi posti, il lavoro rimane ovviamente l'attività principale, pur adottando nuove forme di organizzazione più flessibili e collettive. Nei coworking e nei fablab, lavorare in modo diverso significa anche imparare a lavorare in modo agile, partecipativo e collaborativo.

In primo luogo, è interessante notare che molti spazi terzi optano per lo status giuridico di associazione o cooperativa, di cui i coworker possono essere soci. Così, la gestione di questi nuovi spazi e le condizioni di lavoro che essi offrono sono spesso aperti alla partecipazione dei colleghi, il cui punto di vista viene realmente preso in considerazione.

La verticalità, la rigidità e i problemi di potere del vecchio mondo del lavoro sono sostituiti dall'orizzontalità, dall'agilità e dalla collaborazione dei terzi luoghi. In modo molto più semplice ed efficiente, i terzi posti privilegiano lo spirito di iniziativa e la forza di proposta dei loro collaboratori, che diventano pienamente coinvolti e co-creatori.

Come negli hackerspace, se necessario, un collaboratore può rivolgersi alla comunità in qualsiasi momento per trovare una risposta alla sua domanda, in modo informale o organizzando una sessione di brainstorming. Allo stesso modo, il maker può naturalmente chiedere alla comunità del suo fablab una mano o un consiglio per risolvere un problema tecnico.

Corpoworking e Flex Office: il nuovo mondo del lavoro si invita nelle aziende

Per rimanere competitive di fronte alla fulminea ascesa degli attori della new economy nei loro settori di attività, molte grandi aziende stanno iniziando a trasformarsi. Per creare o ritrovare quello spirito da start-up che favorisce la nascita delle migliori innovazioni, molti grandi gruppi hanno deciso di creare spazi terzi all'interno delle loro sedi.

Ispirato al coworking, ma nella sua versione aziendale, il corpoworking consiste nella creazione di un nuovo spazio di lavoro interno per i dipendenti dell'azienda (e talvolta per i subappaltatori, i fornitori e i consulenti esterni), in cui sperimentare la nuova modalità di lavoro dei luoghi terzi, in modo più agile, partecipativo e collaborativo.

Allo stesso modo, passando all'ufficio flessibile, le grandi aziende stanno ribaltando i codici della vita quotidiana al lavoro nelle loro sedi. In un ufficio flessibile non c'è più una scrivania dedicata o una postazione di lavoro fissa. Ogni mattina, ogni dipendente, a prescindere dal livello gerarchico o dal reparto di appartenenza, può sistemare il proprio computer portatile dove desidera, riportare le proprie cose alla fine della giornata per liberare la postazione di lavoro e sistemarla altrove il giorno successivo.

Conclusione

L'importazione di queste nuove pratiche da parte di grandi gruppi non fa che confermare l'importanza dei luoghi terzi nella creazione di nuove realtà professionali. Gli spazi di coworking e i fablab sono effettivamente la fabbrica del nuovo mondo del lavoro.

Nomadi, mobili e agili, i nuovi lavoratori si organizzano in comunità, in modo indipendente, orizzontale e collaborativo. Che si tratti di un freelance o di un team, ognuno crea la propria giornata lavorativa e reinventa la propria attività su base giornaliera.

Nei terzi posti, il benessere sul lavoro e il rispetto dell'ambiente sono importanti quanto l'attività svolta, i servizi offerti e i prodotti realizzati. Il confine tra spazio abitativo, luogo di lavoro e laboratorio creativo sta diventando sempre più labile.

La trasformazione del mondo professionale è lungi dall'essere completa, con gli spazi di coworking e i fablab a farla da padrone. La nuova economia è più umana ed eco-responsabile, il che ci dà grandi prospettive e speranze per i decenni a venire...

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